Joseph Tiemann

Joseph Tiemann, figlio di August Rodolfo Tiemann e Rosanna Cecin è nato a Vienna il 28 aprile 1892. Coniugato con Mia Breiner. Rappresentante di commercio, fu censito a Milano come ebreo straniero. Soffriva di alcuni problemi di salute: cardiopatia cronica, artrite cronica, insufficienza plurighiandolare cronica, indebolimento organico progressivo, insonnia continua, per cui faceva uso di sonniferi, tonsillite cronica. Internato ad Agnone nel luglio 1940 [tim6-7] dove arriva il 25 luglio [tim8]. L’11 settembre 1940 viene riconosciuto indigente bisognoso di sussidi [tim9].

Il 4 marzo 1941 scrive al ministero degli interni per chiedere 4 libri: “1000 worte Francosisch”, 1000 worte Italienisch”, e “due libri per apprendere l’arte di cucinare”: 1 il 3 aprile il MinCulPop autorizza due libri: 1000 worte Francosisch e 1000 worte Italienisch (tim4).

Il 4 luglio 1941 chiede il trasferimento in altro comune come cittadino libero, col clima migliore per essere curato [tim1]. L’11 luglio viene trasferito a Isernia [tim16] dove è ricoverato in ospedale.

Il 25 agosto 1941 la prefettura di Campobasso dà parere favorevole al trasferimento, perché il medico provinciale si è detto favorevole all’accoglimento dell’istanza. L’1 settembre 1941 viene disposto il trasferimento ad altro comune della provincia di Campobasso [tim18]. L’8 settembre 1941 viene ricoverato d’urgenza a Isernia per febbri persistenti [tim19]. Il 15 settembre 1941 il Ministero dell’Interno chiede che il ricovero sia fatto durare poco per evitare la fuga del Timan [tim20].

Il 29 settembre gli viene dato il foglio di via per recarsi a Monteroduni dove fare internamento isolato [tim21]. Il 12 ottobre 1941 è a Monteroduni, da dove chiede nuovamente il trasferimento a una regione più calda, con la possibilità di avvedere a “medico e farmacia” [tim3]. Il 16 ottobre chiede di abbandonare la provincia di Campobasso [tim22].

Il 28 ottobre 1941 viene disposta una visita del medico provinciale per verificare le sue condizioni rispetto al clima [tim23]. Il 18 novembre il medico provinciale afferma la necessità di uno suo trasferimento per evitare le rigidi condizioni climatiche della provincia, e propone l’invio nel “bassopiano” [tim24].

Il 26 novembre 1941 viene inviato in provincia di Pesaro, in risposta alla sua richiesta di ricerca di un clima più mite. Il 13 dicembre 1941 riceva il foglio di via per abbandonare Monteroduni [tim26-tim27].

Il 2 gennaio 1942 è appena arrivato a Urbania, da dove chiede il rimborso di due pernotti a Pesaro, dove si è fermato per non poter sostenere fisicamente lo sforzo del viaggio senza pause [tim32-tim29].

La richiesta non viene accolta perché Timan è riconosciuto già dotato di sussidio e di mezzi per il viaggio. Il 24 febbraio 1942 scrive alla Santa sede per far venire sua moglie da Vienna [tim2].

Arrestato il tre dicembre nella retata rivolta agli ebrei della provincia di Pesaro, chiese più volte di essere ricoverato in ospedale per le sue cattive condizioni di salute, ottenendo il trasferimento all’ospedale civile di Urbino a inizio luglio. La polizia tedesca lo arrestò il 12 agosto 1944 trasferendolo al carcere di Forlì.